Appalti || La valutazione di affidabilità dell’operatore economico

Con la sentenza n. 4201, del 1° giugno 2021, la Terza Sezione del Consiglio di Stato ha specificato le modalità attraverso cui effettuare una corretta valutazione dei requisiti dell’operatore economico partecipante a una gara, ai fini della determinazione della sua affidabilità, in materia di appalti pubblici.

In particolar modo, ha specificato che «un provvedimento di risoluzione per inadempimento di un precedente contratto d’appalto può fondare una valutazione di inaffidabilità dell’operatore per un periodo che non superi il triennio. Il triennio decorrerà dal momento dell’adozione del provvedimento di risoluzione, ovvero, se contestato in giudizio, dalla data di passaggio in giudicato della sentenza che ha definito la causa».

Nella sentenza, i giudici di Palazzo Spada hanno precisato, altresì, che nel tempo occorrente alla definizione del giudizio, la stazione appaltante deve tenere conto – ai fini della propria valutazione circa la sussistenza del presupposto per escludere dalla procedura l’operatore economico – anche dell’eventuale contestazione in giudizio, o meno, della risoluzione.

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